Il CONTASTORIE

Quella del Contastorie è un’arte scenica eminentemente oratoria, pur coadiuvata dal gesto attoriale. La definizione di contastorie fatica a darsi un contorno e differenziarsi dai numerosi termini consolidati nei secoli tra cui Trovatore, giullare, cantastorie. Si può tentare comunque di definire il contastorie come fabulatore, narratore che impiega la parola enunciata in maniera da tessere per l’ascoltatore un flusso narrativo costante, armonico, coinvolgente, carico di ricche tensioni espressive.

L’ultima apra la porta


Lui va a letto sempre troppo tardi e per vivere vende parole. Lei non si cura della destinazione ma sa sempre dove andare. Lui e Lei, a volte vicini senza saperlo, a volte lontani per scelta o condizione. Una continua ricerca, sapranno trovarsi? E rimanere l’uno accanto all’altra senza farsi del male? Uomini tra donne vittime di un caporale o di mani che non si sono volute fermare, donne che sognano il cielo e la rivoluzione, sognatrici, ingabbiate, libere.


Adda Venì Baffone

Nel 1992 eravamo convinti di poter cambiare il mondo.

È stato il mondo a farlo con noi.

Ma evitiamo di pensarci perché in fondo sappiamo che fa male e allora ascoltiamo il telegiornale, l’orchestra sorride artefatta e continua a suonare, mentre noi si continua a ballare.

Aspettando il domani.


Stabile Precariato

Irriverente, cinico, schietto, amaro, tragicomico. 

La Piccola Storia Ignobile di Vittorio Alberigi, vittima sacrificale di un ingranaggio chiamato Precariato ha ormai toccato mezza Italia, e non ha alcuna intenzione di fermarsi, almeno per il momento. 


Ruggine (Morto Per la Libertà?)

Una novella surreale, uno spettacolo introspettivo. 

Ruggine è un viaggio che si snoda tra un passato impossibile da dimenticare e un presente che troppo spesso ci ha deluso. Ettore Bettini, protagonista del libro, è un antico e sprovveduto turista portato in scena in un mondo che non gli appartiene.


E’ Tutto Loro Quello che Luccica 

Mi chiamo Lorenzo Guasti ma tutti mi chiamano Brace, merito dei capelli rossi, colpa del mio carattere sempre troppo acceso.
Già, Brace.
E come la legna che fa fatica a spegnersi, ho provato a rimanere lontano dalla cenere, dalla paura di diventare come gli altri, servi del tempo e di un paese che tradisce, il nostro.