BIOGRAFIA

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Classe 1981, 6 febbraio, trentasei anni suonati, quasi pelato, sono il classico acquario.

Idealista, lunatico, volenteroso e pigro allo stesso tempo, cinico, sensibile, testardo.

Busto a.jpgNato a Busto Arsizio, una città tanto anonima quanto leghista, a metà strada tra Varese e Milano, dove da adolescente c’è solo una possibilità per non finire stravolto dalla noia.

Evadere in qualsiasi modo possibile.

Io ho scelto la scrittura o forse è stata lei a scegliere me come vittima sacrificale a cui donare un futuro incerto e più nebbioso della Bassa Padana.

A scuola ero un mezzo somaro e studiavo solo quello che mi piaceva, ho preso questo vizio anche nella vita, escluso il mio lavoro da precario faccio e dico solo quello che voglio.

Scrivo un po’ per sfogo, molto per rabbia, difficilmente per sentirmi leggero.

Butto sulla carta tutto quello che mi viene in mente, come una cascata di parole che si incastrano con fatica, a mio modo di vedere scrivere è una vera e propria sofferenza, spesso si aprono vasi e si schiudono porte che forse sarebbe stato opportuno tenere nascoste.

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Da anni vivo a Milano, con un pezzo di cuore sull’appennino modenese, torno nella mia città natia solo quando desidero sentirmi rifiutato.

Dopo una serie di sfigatissimi racconti misti a tragiche poesie adolescenziali pubblico nel 2004 il mio primo romanzo, Il viaggio più lungo, edito da Otma, piccola casa editrice milanese, vendendo circa un migliaio di copie, distribuito anche in diverse scuole della provincia di Varese.

Nel 2006, dopo due anni di “marciapiede cronachistico” riesco a conseguire il tanto agognato Tesserino di Giornalista Pubblicista.

Ho collaborato con “Il Sabato News”, “La gazzetta del Sudmilano”, “Sprint e Sport” e “L’eco del Sudmilano” per poi smettere improvvisamente, causa mancanza di voglia e giusti “ganci”.

Passano gli anni senza risultati fruttuosi, continuo a scrivere come un dannato, passando da un’agenzia letteraria all’altra ma è il mondo della musica che mi cambia parzialmente la vita.
Nel 2011 mi “scontro” quasi casualmente con Stefano “Cisco” cisco phBellotti, fondatore ed ex
voce dei Modena City Ramblers, ora apprezzato cantautore solista, con alle spalle circa un milione di copie vendute.

Nasce un’importante collaborazione-amicizia che continua ancora adesso e che ha portato finalmente a qualche risultato concreto.

Alla fine del 2011, scottato da fregature e offerte poco allettanti decido di rischiare del mio, prendendo la strada dell’autoproduzione. Do alle stampe “L’importante è non restare”, co-prodotto proprio con “Cisco” Bellotti che si è occupato di scriverne la postfazione.

Capisco fin da subito che nelle librerie non c’è spazio per un romanzo sconosciuto e nemmeno edito, decido quindi di promuoverlo attraverso un tour di reading con musica, (chitarra e voce) riuscendo a toccare buona parte del nord Italia, venticinque date in tutto.

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Non avevo mai letto in pubblico e scopro che tutto questo mi piace.

Senza alcuna copertura pubblicitaria il romanzo ha venduto diverse centinaia di copie, tra cui una discreta parte anche in libreria.

Nel 2012 continua il connubio artistico con Cisco.

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Scrivo con lui il testo di Augusto, canzone dedicata al compianto leader dei Nomadi, scomparso nel lontano 1992. La canzone è inserita nell’album, “Fuori i secondi” e premiata al Tributo ad Augusto Daolio nel 2012, dove il buon Bellotti l’ha cantata davanti a un palatenda esaurito.

editoriale.jpgDal gennaio 2013 rientro nel mondo del giornalismo, questa volta dalla porta principale, pubblicando decine e decine di inchieste e racconti per la Provincia di Varese, senza dimenticare gli oltre trenta editoriali in prima pagina, non mi fermo e scrivo una dozzina di pagine a sfondo musicale per la Provincia di Como, dove mi occupo di sottoculture.

Si sa come funziona nei giornali, cambiano i direttori, ne arrivano altri, un po’ più stronzi e la giostra si ferma.

 

Nel febbraio del 2013 arriva una piccola svolta nella mia vita.

Do alle stampe un romanzo breve dal titolo inequivocabile: Stabile Precariato.

I reading diventano veri e propri spettacoli, studiati e provati settimana dopo settimana, arricchiti da musica balcanica con violino, chitarra, a volte sax e tastiere, gli appuntamenti crescono mese dopo mese, il tour dura ininterrottamente da 3 anni arrivando a toccare dieci regioni diverse, il romanzo a oggi ha superato le 2000 copie vendute.

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Nel settembre del 2014 arriva una seconda svolta, forse un po’ più grande.

Oh Belli Ciao!

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Un nuovo romanzo, una biografia sulla vita artistica di Stefano “Cisco” Bellotti che ripercorre la sua carriera nei Modena City Ramblers, il tutto finanziato grazie a un progetto di crowdfunding che ha raggiunto in pochissimi giorni l’obiettivo prefissato.

Lo spettacolo a supporto del romanzo ha toccato tra novembre e gennaio la Lombardia, L’Emilia Romagna, le Marche, la Toscana, il Piemonte, il Veneto, il Friuli e il Trentino Alto Adige.“Oh Belli Ciao!” è alla seconda edizione, oltre 2000 copie vendute.

ruggine.jpgIl 15 aprile 2015 viene dato alle stampe “Ruggine (Morto per la Libertà?)”, quarto romanzo pubblicato in tre anni e mezzo e subito appoggiato da un tour capace di collezionare una quindicina di date in poche settimane. Un romanzo surreale, una strada che attraversa uno sbiadito presente, ma pronta a lasciare preziose orme di un passato impossibile da dimenticare.

Ruggine è una Novella Partigiana dei tempi nostri, proposta con un preciso obiettivo.

Ricordare con uno stile completamente diverso la Resistenza Italiana e renderle onore.

In cantiere un nuovo romanzo e uno spettacolo comico…sono abbastanza triste da poter provocare qualche risata.

A oggi ho pubblicato 5 romanzi e venduto diverse migliaia di copie, (circa 7000), quasi tutte da indipendente e portato i miei spettacoli in buona parte dell’Italia in almeno 140 occasioni.

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Una volta avevo paura di prendere il microfono e leggere i miei scritti, non facevo altro che domandarmi “chissà cosa staranno pensando quelli della prima fila!”

foto mia.jpgOra non vedo l’ora di salire su quel palco sgangherato e leggere.

Leggere dall’inizio alla fine, senza farmi più domande.

Perché in fin dei conti io le risposte non le ho mai trovate.

Da nessuna parte.

C.