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Carlo Albè, classe 81, bustocco di nascita ma emiliano d’adozione, scrive per “necessità” fin dall’adolescenza.

Diventa giornalista pubblicista nel 2009, negli anni a venire pubblica decine di editoriali e inchieste per il quotidiano La Provincia di Varese.

Nel 2011 l’esordio con “L’importante è non restare”, un “on the road” corale, ambientato tra Milano e Praga, che dà il via a una serie di reading improvvisati in circoli Arci, Associazioni culturali e Centri Sociali.

Nel 2013 esce “Stabile Precariato” che narra le vicende di Vittorio Alberigi, antieroe per eccellenza e prigioniero di un call center, costretto a vivere in un monolocale alle porte di Milano.

Il breve romanzo cresce di popolarità di mese in mese, trasformandosi negli anni in un piccolo cult di narrativa indipendente e arrivando a vendere oltre 2500 copie.

Grazie a Stabile Precariato anche i reading cominciano a camminare spediti, attorno a lui si alternano diversi musicisti che lo accompagnano nelle prime uscite fuori dal nord Italia.

È del 2014 “Oh Belli Ciao!”, una biografia romanzata sui Modena City Ramblers, scritta a quattro mani con Cisco Bellotti, fondatore della band, presentata in buona parte del paese attraverso “interviste acustiche”.

Il libro, finanziato con una riuscita campagna di crowdfunding è un autentico successo, venendo ristampato in tre edizioni. Tra Bellotti e Albè era già nato un piccolo connubio artistico, grazie alla canzone “Augusto” scritta da Carlo e cantata da Cisco due anni prima, pubblicata nell’album “Fuori i secondi”.

Nel 2015 è la volta di “Ruggine”, una novella surreale dedicata ai 70 anni di Resistenza Partigiana. Le Anpi locali e regionali appoggiano il progetto, ospitando molto spesso il monologo tratto dal libro.

Due anni dopo un altro passo in avanti con “E’ tutto Loro quello che luccica”, una sorta di seguito del fortunato “Stabile Precariato”.

Carlo comincia a prendere lezioni di recitazione, quello che era un hobby si trasforma in un lavoro chiamato Teatro Civile, dove le idee si fondono con il palco.

A capo del progetto la supervisione registica di Dario Tognocchi, stretto collaboratore di Davide Van de Sfroos.

Il tour parte da Lecce e si conclude nel giugno del 2018 in quel di Trieste, e tocca circoli, teatri, cortili sempre molto affollati. I temi affrontati sono quelli di sempre. Lavoro, società, emarginazione, politica.

Dopo un anno e mezzo ininterrotto di date e partecipazioni arriva il momento di “Adda Venì Baffone”, uno spettacolo di teatro canzone scritto a quattro mani con l’amico di sempre, Cisco Bellotti. “Baffone” tra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019 colleziona diversi sold out tra cui uno, indimenticabile, al Teatro Storchi di Modena affollato da oltre 600 persone. Adda Venì Baffone diventerà anche una canzone, inserita nell’ultimo fortunato album di Cisco, “indiani e Cowboy” registrato tra Austin e Dallas.

E’ un momento frenetico per il Nostro che nello stesso periodo mette la palla all’incrocio del pali col progetto editoriale, “100 Anni di Pro”, una raccolta di racconti sul calcio cittadino di Busto Arsizio e della sua squadra di calcio, la Pro Patria appunto, mischiati al tifo. La prima tiratura viene bruciata in 4 settimane esatte, qualcuno in città storce il naso. “Un sinistroide sugli scudi di Busto Arsizio?”.

Nella tarda primavera del 2019 una nuova sfida, uno spettacolo dedicato alle politiche di genere.

L’ultima Apra la Porta” è un successo di pubblico e critica con oltre quaranta repliche, dal gelido nord fino al profondo sud, isole comprese. Nello spettacolo Carlo si alterna con diverse attrici, si parla di femminicidio, caporalato, mobbing, ma non si dimentica la politica (Ulrike Meinhof) e la mafia (Felicia Impastato).

Sempre nel 2019 partecipa alla scrittura de “Le ultime dal suolo in alta fedeltà”, primo lavoro solista di Paolo Gerson, voce importante del punk rock italiano.

Il 2020 non è anno di spettacoli, ma le novità non mancano.

Nel settembre 2020 viene pubblicato “Gelem,Gelem. (Io, Alievski)”, la storia dell’attivista rom Musli Alievski e della sua Ong, Stay Human. Il libro (sempre in attesa di una casa editrice che mostri sensibilità e interesse) esaurisce la prima tiratura in poco più di un mese, gli incassi del progetto vengono destinati ai profughi rnchiusi nel campo di Corinto.

In Ottobre il video “Ora Not Labora”, ultimo di una lunga serie di collaborazioni con la Cgil Nazionale. La Clip guarda da vicino le condizioni dei lavoratori Amazon, e suscita l’interesse dell’Uni Global Union, la Federazione Internazionale dei Sindacati.

Nel dicembre del 2020 inizia la collaborazione con l’Associazione Enzo Biagi, portata avanti dalla famiglia del giornalista e dal comune di Lizzano in Belvedere. Ne nasce il video “Quante trame di vita” dedicato alla strage di Bologna, datata 2 agosto 1980 e tratto da un editoriale che lo stesso Biagi pubblicò sul Resto del Carlino.

Carlo Albè che ama definirsi “Contastorie”, ha venduto da scrittore indipendente più di 11000 copie.

Sono oltre 200 gli spettacoli proposti in ogni parte d’Italia.

  

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