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Carlo Albè, classe 81, bustocco di nascita ma emiliano d’adozione, scrive per “necessità” fin dall’adolescenza.

Diventa giornalista pubblicista nel 2009, negli anni a venire pubblica decine di editoriali e inchieste per il quotidiano La Provincia di Varese.

Nel 2012 il suo esordio letterario con “L’importante è non restare”, un “on the road” corale, ambientato tra Milano e Praga e che dà il via a una serie di reading con chitarristi sempre diversi.

Nel 2013 esce “Stabile Precariato” che narra le vicende di Vittorio Alberigi, antieroe per eccellenza e prigioniero di un call center, costretto a vivere in un monolocale alle porte di Milano.

Il breve romanzo cresce di popolarità di mese in mese, trasformandosi negli anni in un piccolo cult di narrativa indipendente e arrivando a vendere oltre 2000 copie.

Grazie anche a Stabile Precariato la sua attività live comincia a camminare spedita, attorno a lui si alternano diversi musicisti che lo accompagnano nelle prime uscite fuori dal nord Italia.

È del 2014 “Oh Belli Ciao!”, una biografia romanzata sui Modena City Ramblers, scritta a quattro mani con Cisco Bellotti, fondatore della band e che viene presentata attraverso “interviste acustiche”. Il libro è un successo e viene ristampato in tre edizioni.

Nel 2015 è la volta di “Ruggine”, una novella surreale dedicata alla Resistenza Partigiana.

Due anni dopo un altro passo in avanti con “E’ tutto Loro quello che luccica”, una sorta di seguito del fortunato “Stabile Precariato”.

Carlo comincia a prendere lezioni di recitazione, quello che era un hobby si trasforma in un lavoro chiamato Teatro Civile, dove le idee si fondono con l’arte.

A capo del progetto la supervisione registica di Dario Tognocchi, stretto collaboratore di Davide Van de Sfroos.

Il tour parte da Lecce e si conclude a Trieste, tocca circoli, teatri, cortili sempre molto affollati.

Dopo un anno e mezzo ininterrotto di date e partecipazioni arriva il momento di “Adda Venì Baffone”, uno spettacolo di teatro canzone scritto a quattro mani con l’amico di sempre, Cisco Bellotti. “Baffone” tra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019 colleziona diversi sold out.

Nello stesso periodo dà alle stampe il progetto editoriale, “100 Anni di Pro”, una raccolta di racconti sul calcio cittadino mischiati al tifo, bruciando la prima tiratura in 4 settimane esatte.

Nella tarda primavera del 2019 una nuova sfida.

Uno spettacolo dedicato alle politiche di genere.

L’ultima Apra la Porta” che nella sua prima sessione di tour è capace di toccare 8 regioni diverse.

Carlo Albè che ama definirsi “Contastorie”, ha venduto senza alcuna casa editrice alle spalle circa diecimila copie.

Sono oltre 200 gli spettacoli proposti in ogni parte d’Italia.

 

  

infocarloalbe@libero.it